Bello di mamma: gli animali domestici, il trend umanizzante e l’advertising

Con la campagna pubblicitaria per il negozio Pastorelli Pet&Green di Stradella (PV) ci siamo finalmente occupati di qualcosa che ci sta davvero a cuore: gli animali domestici.
Chi scrive, in particolare, è una gattara di quelle che stufano perfino i gatti stessi, inseguendoli al grido di “vita della mia vita”, e che saturano i social network di fotografie che ritraggono i propri inquilini pelosi in ogni prevedibile attività quotidiana.

La campagna prende bonariamente in giro proprio questo tipo di padrone: il genitoriale (eh sì, si chiama così). Quello che pensa – ma peggio, dice! – che il suo cane è senza dubbio un fenomeno, e che ne ha avuti tanti nella vita, ma come questo nessuno mai.

In generale, la diffusione di questo modello è segnalata da una forte tendenza all’umanizzazione, sia nella relazione con l’animale, che diventa in tutto e per tutto un membro della famiglia, sia nell’attenzione ad aspetti prima poco considerati, come la qualità dell’alimentazione e la cura, medica ed estetica.

Il genitoriale è un pet-owner tanto diffuso quanto poco identificabile con una categoria precisa: molti pensano che sia principalmente single, ma non è vero. Al contrario, presso le famiglie numerose è più frequente la presenza di animali da compagnia.
Un altro luogo comune da sfatare è il binomio bambini-animali: in realtà solo il 13% delle famiglie con animali ha bambini sotto i 13 anni.
Come dire, un pupo alla volta…

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