Ottimizziamoci! Sintomi e cura per la febbre dell’ottimizzazione

Prima volevamo “esserci”. Essere in rete, avere il proprio sito. Non importava come, dove, perchè. Ci bastava esserci e per farlo abbiamo anche commesso qualche piccolo peccato di gioventù, qualche errore di valutazione, di progettazione.
Ora vogliamo “ottimizzarci”. Da mesi non si parla d’altro. Prima di lanciarci in questa nuova e non semplice avventura, vogliamo fermarci un attimo per una veloce riflessione che potrebbe anche salvaguardarci da qualche spiacevole errore?
BREVISSIMA GUIDA ALL’OTTIMIZZAZIONE PER UTENTI INESPERTI….. E ANCHE PER TUTTI GLI ALTRI!
1 – IDEE CHIARE
Ottimizzare un sito può voler dire due cose completamente distinte e che quindi richiedono interventi radicalmente diversi: ottimizzarlo per una miglior usabilità, per una navigazione semplice attraverso pagine e contenuti, per una lettura chiara di testi e immagini da parte di tutti i sistemi, oppure ottimizzarlo per i motori di ricerca, per aumentarne la visibilità, per migliorare l’indicizzazione delle pagine e avere più visite.
Tutti risponderanno che è dell’ottimizzazione per i motori di ricerca quella di cui il proprio sito ha bisogno… ma siamo veramente sicuri? Io credo di no. Credo per esempio che il sito di un’associazione culturale a carattere locale che deve pubblicare il calendario degli eventi o di una palestra che deve promuovere i corsi di pilates o il sito di un negozio di abbigliamento che vuole comunicare l’arrivo dei nuovi campionari o della squadra di calcio che milita in terza categoria e vuole pubblicare risultati e foto delle partite (potrei continuare all’infinito… ), non abbiano bisogno di essere trovati da utenti casuali residenti in Alaska ma piuttosto di un buon progetto di web marketing per abituare clienti, soci o amici ad usufruire dei servizi disponibili sul sito.
2 – PROGETTO PRECISO
Il primo passo verso l’ottimizzazione di un sito lo si compie al momento della progettazione (… e come potevamo saperlo? E come resistere per esempio al fascino delle pagine animate in Flash, così suggestive per gli amici ma così antipatiche ai motori di ricerca?) e se non lo avete fatto allora, consiglio di prendervi un paio d’ore di tempo per una bella chiacchierata con il vostro consulente web preferito per stabilire gli obiettivi del sito e dell’ottimizzazione che state per intraprendere. Portare un sito dagli attuali 200 accessi mensili a 500 è operazione ben diversa che portarne uno da 20.000 accessi a 50.000. Portare traffico qualificato, cioè visitatori realmente interessati ai contenuti del sito è cosa ben diversa dall’aumentare indiscriminatamente il numero di visite.
3 – CONTENUTI RILEVANTI
I contenuti di un sito, testi, titoli di pagine, articoli e immagini sono la componente che influenza maggiormente i motori di ricerca. Titoli chiari, testi interessanti ed originali fanno la gioia dei sempre più sofisticati motori di ricerca che, tra le altre cose, sono in grado anche di scoprire se i testi sono farina del vostro sacco o frutto di anonimi copia e incolla, ai quali riservano posizioni sempre più basse nelle loro classifiche.
Importantissima anche la frequenza degli aggiornamenti. Gli spider di Google, le spie che controllano periodicamente il vostro sito, vi concederanno sempre più fiducia (trust rank) se ad ogni passaggio troveranno contenuti nuovi e pertinenti, mentre finiranno per trascurarvi completamente trovandosi di fronte ad un sito statico.
4 – COLLEGAMENTI INTERESSANTI
I link interni o esterni alle vostre pagine, cioè quelle parole che con un click vi collegano ad altri contenuti del vostro progetto o ad altri siti, sono un altro fattore determinante in fatto di posizionamento. Ai motori di ricerca fa molto piacere vedere che un sito non è isolato e fine a se stesso ma collegato attraverso la rete ad altri siti. Tengono anche conto della qualità di questi collegamenti, quindi evitiamo l’uso di link finti o indirizzati a siti poco attendibili, non ci casca più nessuno.

L’ottimizzazione per i motori di ricerca è un processo che può dare notevoli soddisfazioni e penso che attenendosi a queste poche e semplici regole, ci darà modo di partire con il piede giusto.

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